L'Opera di Michelangelo Buonarroti: pittura





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L'Opera di Michelangelo Buonarroti: pittura

La pittura di Michelangelo Buonarroti

“Io dico che la pittura mi pare più tenuta buona, quanto più va verso il rilievo, et il rilievo più tenuto cattivo quanto più va verso la pittura”. Con queste parole Michelangelo - intorno al 1549, in una lettera a Benedetto Varchi - si esprime riguardo all’annosa disputa sulla preminenza delle arti. E’ nota la predilezione dell’artista per la scultura come primo mezzo espressivo, per sua stessa ammissione e forse per sua formazione d’origine. E’ pur vero, però, che le sue prime esperienze d’arte sono di disegno e pittura.
E’ il 1488 quando il caro amico Francesco Granacci introduce il giovane Michelangelo nella bottega di Domenico Bigordi detto il Ghirlandaio, mentre il Maestro attende agli affreschi di Santa Maria Novella in Firenze. L’attribuzione delle prime opere pittoriche di Michelangelo è questione spinosa e dubbia. Si pensi al gruppo della “Madonna con il bambino, San Giovannino e quattro angeli”, detto della “Madonna di Manchester”, della cui paternità molto si è discusso, così come al “San Giovanni Evangelista”, appartenente ad una collezione privata.
Più facile è seguire le fonti letterarie, che indicano chiaramente quali fossero le prime esperienze del Buonarroti in materia di pittura. Sia il Vasari sia il Condivi, principali biografi di Michelangelo, affermano che egli si esercita in gioventù realizzando copie di grandi pittori quali Pollaiolo, Signorelli, probabilmente anche Leonardo. Restano alcuni disegni da soggetti di Masaccio e Giotto, nei quali l’importanza dell’elemento plastico per Michelangelo è già ben evidente, così come lo sono la rilevanza del segno grafico e del panneggio. E’ subito chiaro quale ruolo ha per l’artista la figura umana, elemento intorno a cui si animeranno tutte le sue opere pittoriche e scultoree.
Michelangelo, uscito dalla bottega del Ghirlandaio, attende ad opere scultoree al fianco di Bertoldo nei Giardini di San Marco.
Dal 1489, il Maestro si dedica esclusivamente alla scultura: per avere una visione della sua concezione pittorica occorre prendere in considerazione le figure di nudi ed i cartoni preparatori, realizzati come studi per le opere plastiche.
E’ il 1503 quando, in occasione delle nozze tra Agnolo Doni e Maddalena Strozzi, gli viene commissionato il “Tondo Doni” o “Sacra Famiglia”. L’opera, forse realizzata due anni più tardi, dimostra un’architettura delle forme sapiente e studiata. L’atletismo del movimento della figura femminile presagisce l’importanza dell’elemento plastico, così come la freddezza apparente dei colori risulta funzionale alla composizione e del tutto originale rispetto alla pittura precedente, nonostante la presenza aderente al classicismo dei giovinetti nudi sullo sfondo.
Solo un anno dopo, nel 1504, il Gonfaloniere della Repubblica Fiorentina, Pier Soderini, affida a Michelangelo la decorazione di una delle pareti della Sala del Gran Consiglio di Palazzo Vecchio. Il soggetto è la “Battaglia di Cascina”, cui fa da contraltare la “Battaglia di Anghiari” di Leonardo. Nessuno dei due affreschi sarà completato, ma di quello michelangiolesco vi è testimonianza grazie alle copie dei cartoni preparatori distrutti nel 1512.
La copia più celebre è attribuita ad Aristotele da Sangallo e rende ragione della scelta di Michelangelo rispetto al soggetto. Egli decide di rappresentare un momento della battaglia, quando i soldati pisani, in riposo sulle rive del fiume, sono colti di sorpresa dal grido di Manno Donati e si affrettano a riprendere le armi per combattere.Il cartone è, evidentemente, spunto tecnico per manieristi quali Rosso o Pontormo, ma anche per Raffaello stesso, che in quegli anni è a Firenze e mutua da Michelangelo elementi che poi saranno nelle sue Stanze Vaticane. Il cartone è, inoltre, l’occasione per una competizione con il più vecchio e già celebre Leonardo. Dovranno passare ancora alcuni anni perché Michelangelo attenda di nuovo ad un’opera pittorica, la sua più celebre, la “Cappella Sistina”.

http://www.buonarroti.eu/la_creazione_di_adamo_im_25066.htm
La creazione di Adamo
http://www.buonarroti.eu/tondo_doni_im_25067.htm
Tondo Doni






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L'Opera di Michelangelo Buonarroti: pittura
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L'Opera di Michelangelo Buonarroti: pittura:“Io dico che la pittura mi pare più tenuta buona, quanto più va verso il rilievo, et il rilievo più tenuto cattivo quanto più va verso la pittura”.

esecuzione in 9,423 sec.
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